LE LETTERE DA AUSCHWITZ DI JANUSZ POGONOWSKI

7,14 

“ … Se la Zia si trova in stato di grande bisogno, aiutala come meglio puoi. Vendete tutto, meno le cose di Papà. Anche i miei vestiti, dateli a chi non ha nulla. Conservate solo le foto che ho fatto io e il ritratto della Mamma. Conservate anche il pianoforte. Chissà che non abbia modo ancora di suonare…”

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Description

Janusz Pogonowski (9 agosto 1922, Cracovia – 19 luglio 1943, Auschwitz). Era ancora studente del IV Ginnasio-Liceo “Henryk Sienkievicz” di Cracovia, quando, per pura casualità, fu arrestato dai Tedeschi nel maggio del 1940 durante un rastrellamento mirato contro l’intellighenzia polacca. Trattenuto in carcere senza alcuna accusa, prima a Cracovia e poi a Tarnów, il 14 giugno 1940 fu condotto nel campo di concentramento di Auschwitz. Aveva allora 17 anni e 10 mesi. In seguito alia fuga di tre suoi compagni del reparto dei rilevatori, fu impiccato insieme con altri suoi 11 compagni ad una forca collettiva durante l’appello serale, il 19 luglio 1943. Ci restano di lui delle lettere, scritte segretamente e per vie clandestine fatte pervenire alia famiglia. Il giovane descrive l’inferno del campo di concentramento, il suo profondo dramma personale, il rimpianto per la libertà e i propri cari. Possano queste lettere divenire l’incarnazione dei pensieri di tutte quelle vittime di Auschwitz, cui non fu consentito di lasciare dopo di sé neanche un’espressione del proprio umano sconforto e del proprio amore per ogni cosa e ogni persona cara.

“ … Se la Zia si trova in stato di grande bisogno, aiutala come meglio puoi. Vendete tutto, meno le cose di Papà. Anche i miei vestiti, dateli a chi non ha nulla. Conservate solo le foto che ho fatto io e il ritratto della Mamma. Conservate anche il pianoforte. Chissà che non abbia modo ancora di suonare…”

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